03 dicembre 2017

3 PACCHI da restituire al mittente

Servizio di Rai3 sulla mobilitazione del 2 dicembre 2017 "Inceneritore, Aeroporto, Tunnel TAV: 3 pacchi da restituire al mittente"

19 novembre 2017

Il Comitato No Tunnel TAV ha presentato un esposto in Procura sulle anomalie TAV

COMUNICATO STAMPA - Firenze, 17 novembre 2017

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze in cui vengono elencati i motivi per cui si ritiene possano esistere comportamenti perseguibili penalmente.
Ovviamente il Comitato non ha gli strumenti per poter documentare possibili reati commessi - altrimenti avrebbe provveduto ad una denuncia - ma “la pervicacia nell’insistenza su una soluzione che appare al limite dell’impraticabilità, oltre che foriera di danni e rischi, appare singolare quanto anomala e può sembrare dettata da accordi “che trascendono” la logica della corretta razionalità tecnica e programmatica,  per soddisfare interessi tanto incomprensibili quanto non palesi e,  in ogni caso, lontani da quelli della società e del contesto ambientale interessati”.
Ovviamente l’aspetto più inquietante e che potrebbe sottendere interessi inconfessabili - i famosi “accordi diabolici” di cui la magistratura ha già parlato nelle due precedenti inchieste – è la totale inutilità dell’opera, soprattutto dopo che le Ferrovie hanno dichiarato che pochissimi treni fermeranno nella nuova stazione e che il servizio dell’alta velocità si assesterà a Santa Maria Novella; l’idea di portare i bus in quella infrastruttura non giustifica l’opera, ma ne rende ancora più illogica la realizzazione. Tanto più se si parla di realizzare un hub di collegamento tra treni e bus; cosa si può collegare se nella nuova stazione praticamente non arriveranno treni?
Nell’esposto sono stati ricordati tutti i principali rischi per la città e l’ambiente: dall’impatto sulla falda ai cedimenti del terreno su cui è costruita Firenze.
È stato ricordato che manca la VIA per la stazione sotterranea e che una nuova VIA sarebbe comunque necessaria visto che il trasferimento dei bus nella nuova infrastruttura sarebbe una modifica sostanziale del progetto.
Si è messo in risalto di come questi rifiuti a corrette valutazioni dell’opera siano funzionali ad “occultare i problemi ambientali, probabilmente per l’irrisolvibilità di diversi di essi”.
È stato rammentato come il subentro di Condotte a Coopsette nel controllo di Nodavia di fatto annulla di ogni significato la gara che fu fatta.
I problemi delle terre di scavo non sono ancora risolti, ma la loro difficoltosa gestione potrebbe essere foriera di nuove anomalie come già è avvenuto in passato e documentato dalla stessa Procura.
Il Comitato ricorda anche che il 2 dicembre si terrà una manifestazione in cui,assieme ad altri gruppi della Piana, si restitueranno simbolicamente a Nardella i “tre pacchi” più gravi previsti per l’area fiorentina: TAV, aeroporto e inceneritore. L’iniziativa, in via di preparazione, dovrebbe muoversi dalla stazione di Santa Maria Novella per dirigersi verso Palazzo Vecchio.

06 novembre 2017

2 DICEMBRE DI LOTTA, PREPARIAMOCI


Appello per una mobilitazione contro grandi opere e nocività.

Il 2 dicembre restituiamo i pacchi a tutte le forze politiche, governi e amministrazioni che le hanno sostenute o ancora le sostengono a partire dal PD di Renzi, a Rossi e a Nardella.

Negli ultimi due anni molte cose sono accadute; i tre più grandi progetti inutili e dannosi previsti per Firenze e la Piana sono stati stoppati e rinviati dalla tenacia degli abitanti che, con i ricorsi e le diverse mobilitazioni, hanno saputo esercitare la propria pressione politica su scelte e programmi per il territorio che sembravano già imposti.

Il TAR tiene ancora fermo l’Inceneritore, l’Aeroporto avrà bisogno di una nuova VIA, il sotto-attraversamento TAV aspetta da anni le nuove disposizioni sulle terre di scavo. Per queste opere Governo, Regione e Città Metropolitana lavorano in silenzio, usciti dai riflettori e dalle contestazioni delle ultime due estati:

L’estate 2016 – quella della grande manifestazione del 14 Maggio a cui seguirono le camminate sui terreni, la piantumazione degli alberi per il parco della Piana, i blocchi contro le trivellazioni e l’insediamento del presidio No Inc-No Aero all’Osmannoro.

L’estate 2017 – aperta a suon di “Rock contro gli ecomostri” e proseguita con la sorveglianza popolare sui terreni, l’opposizione alle leggi “sblocca opere”, il blocco dei carotaggi e la nascita, nei quartieri fiorentini, di nuove lotte in difesa degli alberi che da Rifredi hanno alzato la testa contro l’arroganza del modello Nardella.

Nuove scadenze si avvicinano ed è importante tenere la luce accesa e l’attenzione:

Il 19 dicembre avrà inizio la discussione del Consiglio di Stato richiesta da Hera sull’inceneritore dopo lo stop del TAR, per la quale si avrà una riposta nei primi giorni del 2018.

Nardella propaganda ad ogni piè sospinto l’arrivo della nuova VIA favorevole per l’Aeroporto. E’ un mantra che sentiamo ripetere da anni ma che si fa meno retorico dopo l’approvazione del “Decreto Galletti”. Il decreto approvato a Luglio, che semplificata le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale favorendo gli affaristi in tutta Italia, sembra proprio “cucito su misura” per l’Aeroporto fiorentino la cui follia progettuale, sanzionata dallo stesso Ministero dell’Ambiente, vorrebbero “risolta” col potere del denaro.

L’avvio del tunnel per il Sottoattraversamento TAV di Firenze che doveva iniziare questo inverno è stato rinviato. Anche qui un decreto ad hoc non è bastato per trasformare terre contaminate, fino ad ora classificate come rifiuto speciale, in terra buona per opere di ripristino ambientale a Cavriglia in Valdarno.

Tutto sembra fermo, quindi, eppur si muove. Tra dichiarazioni dissonanti, letture strumentali dei più disparati dati e numeri, mosse e contromosse ai diversi livelli istituzionali il lavoro che si compie in sordina potrebbe essere capitalizzato tutto insieme con l’inizio del 2018 che si profila un anno di lotta su tutti i fronti e dovrà vedere uniti tutti quelli che si oppongono alla distruzione della Piana e di Firenze, alla mercificazione della città, allo sperpero delle risorse pubbliche per la soddisfazione degli appetiti di s.p.a., speculatori e multiutility.

Il 2 dicembre le lotte dalle periferie fiorentine vanno in centro:

– ci vanno in modo sostenibile partendo in treno da Sesto Fiorentino, perché sappiamo che avremo bisogno di collegamenti migliori nelle periferie per i pendolari e non di un tunnel sotto la città ad uso esclusivo di treni costosi e per lunghe percorrenze.

– ci vanno con le buste piene di spazzatura; la stessa spazzatura che Alia e Gruppo Hera vorrebbero bruciare per generare profitti e regalare inquinanti come continua ad avvenire a Montale (Pt) e Baciacavallo (Po). La stessa spazzatura tanto nascosta nei centri-città e consegnata alle periferie-discarica. La stessa spazzatura che sappiamo, invece, che risorsa possa diventare se riciclata, differenziata, prodotta in misura drasticamente inferiore e posta al centro di economie comunitarie col protagonismo di abitanti e lavoratori.

– ci vanno coi rumori assordanti che ben conoscono gli abitanti di Brozzi, Quaracchi, Peretola e le Piagge. Coi panni sporchi di kerosene che parlano di un aeroporto che proprio non ci sta. Non ci sta oggi, così com’è cresciuto dagli anni ’80 in barba ad ogni legge e diritto alla salute, e non ci starà domani estendendo i vecchi problemi a nuovi territori senza risolvere quelli attuali.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.– ci vanno riflettendo sul presente e guardando al proprio futuro tenendo in mente e nel cuore tutt@ quell@ che lottano per riprendersi lavoro-salute-territori; la Valsusa in cui neanche gli incendi piegano i No TAV, il Salento in cui la repressione non abbatte gli Ulivi né i No TAP, la Sicilia in cui le elezioni non possono nascondere il vergognoso maxi-processo contro i NO MUOS. Sono solo alcun@. Valgono per tutt@.

Così entreranno nella città vetrina addobbata a festa. Nel salotto buono di quella Firenze del “lusso per pochi” e della “precarietà per tutt@” portata alle estreme conseguenze da privatizzazioni, vendita di palazzi storici, espulsione degli abitanti, sfratti, sgomberi, mercificazione del patrimonio artistico e culturale, politiche securitarie e sottrazione di spazi pubblici.
Grandi opere e nocività sono dei pacchi da restituire!

Il 2 dicembre è una giornata di lotta e di allegria, di rabbia e di creatività popolare i cui protagonisti sono abitanti e lavoratori; autorganizzati dal basso senza sponsor, padri o padrini.

Un giorno di mobilitazione in cui portare messaggi, pacchi, e buste ma NON simboli o bandiere di partito.

Promotori:

Comitato No Aeroporto Campi B. | Comitato No Tunnel Tav | Mamme No Inceneritore | Presidio No Inc–No Aero

Sconforto dopo il sopralluogo alla stazione TAV




 Il Comitato No Tunnel TAV cerca un minimo di logica dopo il sopralluogo delle commissioni consiliari ai cantieri della stazione Foster.
Le dichiarazioni dei presidenti delle commissioni lasciano subito perplessi: i lavori saranno finiti entro tre anni?
Alcuni consiglieri di opposizione hanno confermato invece che al momento non esiste nemmeno un progetto di fattibilità della nuova stazione dei bus!
Come si possa parlare in termini così ottimistici da parte della maggioranza di un’opera di cui esiste solo un power point è un mistero che il Comitato non riesce a decifrare. Che si possano prendere per buone tali dichiarazioni è cosa impossibile, soprattutto per un’opera che ha visto tanti proclami sbagliati nei 20 anni di cui se ne ciancia.
Che i lavori vadano avanti è invece uno scandalo perché nella sostanza è un’opera bloccata dalle Ferrovie che hanno riconosciuto l’errore di una stazione decentrata dei treni a lunga percorrenza.
Le dichiarazioni dell’Assessore Stefano Giorgetti lasciano basiti. Quest’ultimo ha citato cifre che non si riesce a capire da dove sono uscite: i viaggiatori dei treni AV ai Macelli sarebbero, secondo lui, fra i 5.000 e i 6.000. Ma come calcola questi numeri? Le FS hanno detto chiaramente che alla stazione sotterranea ci andranno i treni AV che oggi fermano a Campo di Marte, questi portano molto meno anche dei 2.000 viaggiatori che si sono sparati un anno fa. Questa moltiplicazione miracolosa non mette in sospetto nessuno?
Il Comitato ribadisce ancora una volta la domanda che non ha mai ricevuto risposta da nessuno: che razza di “hub di interscambio” tra ferro e gomma può essere quello dove non ci saranno che pochi treni? Che cosa si collega, il nulla con i bus?
Ancora Giorgetti si bea dei suoi numeri giustificando la realizzazione dell’opera con l’arrivo nell’infrastruttura dei 20.000 viaggiatori al giorno dai bus. Il Comitato si chiede come si possa fare un’operazione urbanistica del genere che è sostanzialmente la deportazione degli utenti dei bus per giustificare gli interessi dei costruttori della stazione e delle gallerie. Una cosa del genere, in un paese normale, vedrebbe la richiesta di dimissioni di politici così incompetenti e proni agli interessi estranei alla città e ai cittadini. In Italia invece si pone al centro di tutto la grande opera che pare avere, di per sé, un valore assoluto e non di servizio.
Il Comitato intende stigmatizzare anche le considerazioni dei troppi che si lamentano che in Italia non si riesca a far nulla; questo problema non dipende da astrusa burocrazia o inefficienza, ma dalla scelta costante e continua di progetti sbagliati, spesso irrealizzabili – a meno di straordinarie forzature – come i tunnel tav.
Il problema in Italia è ormai della cosiddetta “governance”, cioè di chi decide: oggi la politica non esiste se non come esecutrice di interessi estranei alle comunità ed ai cittadini, di quella lobby dei costruttori che sta riempiendo il paese di infrastrutture pachidermiche, totalmente inutili e dannose per l’ambiente.
Oggi voler realizzare un’opera sbagliata come il Passante AV di Firenze non è solo sbagliato, è un furto ai cittadini e un duro colpo a quella che ci si ostina a definire democrazia.
Il Comitato continua a fare questi comunicati stampa come una Cassandra inascoltata dai principali media; i suoi membri sentono il dovere morale di continuare comunque a denunciare una delle più gravi follie che si consumano in città.

 Comitato No Tunnel TAV Firenze

25 ottobre 2017

Silenzio, si parla di TAV. Sopralluogo segreto delle commissioni consiliari di Palazzo Vecchio alla stazione Foster

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze nota con stupore e un po’ di sospetto che le Commissioni del Consiglio comunale, la n° 3 Urbanistica e la n° 6 Ambiente e Mobilità, si riuniranno giovedì 26 ottobre per fare un sopralluogo nei cantieri della stazione AV ai Macelli.
http://consiglio.comune.fi.it/lavoricommissioni
La cosa che più incuriosisce e fa sorgere domande sono le modalità di questo sopralluogo che “si svolgerà in forma segreta”. Parrebbe ci fossero aspetti del progetto che non possono essere rivelati ai comuni mortali, i cittadini.
Perché un sopralluogo segreto alla stazione ai Macelli? Cosa c’è da nascondere ai cittadini? Non è che anche questa ridicola decisione è un piccolo vulnus ad una democrazia sempre più malata?
Il Comitato ovviamente chiede che sia fatta chiarezza su questa vicenda che getta un’ombra più sinistra su questo progetto fiorentino che non si è fatto mancare nulla, né in fatto di inutilità, né di corruzione, né di illegalità, né per i costi fuori controllo.
Ci sono domande che, da sempre, aspettano risposte:

  • sulle terre di scavo si è fatto di tutto per trasformare terre contaminate in terre vergini, compreso deregolamentare tutto il settore (ma solo per i grandi cantieri!); si sono inventati i “sottoprodotti”, buoni per rinterri e terrapieni, ma come si pensa di utilizzare scarti industriali per fare “ripristino ambientale” a Santa Barbara, nel comune di Cavriglia?
  • adesso il Ministero dell’Ambiente ha coinvolto l’Istituto Superiore di Sanità per capire se le terre scavate dalla fresa presenteranno pericoli per la salute; ma ci vogliamo rendere conto che tutto il progetto di smaltimento è stato sbagliato fin dall’inizio?
  • La VIA (valutazione di impatto ambientale) non è stata fatta per la stazione Foster, adesso che che se ne è stravolto il progetto trasformandola in stazione di bus sarebbe comunque necessaria una nuova procedura. Come si giustifica una così colossale ILLEGALITÀ da parte del Comune? Si vuol continuare a chiudere gli occhi sul più grande abuso edilizio in città?
Ci sarebbero anche domande nuove, tra le tante, che aspettano pazientemente risposte:
  • le Ferrovie hanno detto chiaramente che i treni AV continueranno a fermarsi a Santa Maria Novella, la stazione interrata ai Macelli sarà un deserto urbano; si è deciso così, pensando di aver avuto un lampo di genio, di trasferirci la stazione dei bus creando “un hub di collegamento tra ferro e gomma”. Ma ci si rende conto di cosa si dice? Se ci saranno pochissimi treni con pochi passeggeri cosa si collega? Il nulla con i bus? E si pensa che una trovata del genere non avrà effetti nefasti su chi deve usare entrambi i mezzi, soprattutto i pendolai? Ma come si fa a pensare a simili assurdi urbanistici?
  • Per giustificare la scelta di trasferire i bus ai Macelli è stato chiaramente detto dai vari assessori ai trasporti che questa decisione avrebbe portato i viaggiatori nella stazione Foster e questo “avrebbe giustificato una tale infrastruttura”; il Comitato vorrebbe tanto chiedere che modo è di fare programmazione urbanistica e dei trasporti se si costringono i cittadini ad andare là dove si vuol fare una infrastruttura e non, viceversa, dove questa sarebbe più utile. Siamo nel mondo alla rovescia? Gli esseri umani al servizio dei costruttori?
  • Alcuni anni fa ARPAT documentò un forte sbilancio della falda anche in corrispondenza della stazione ai Macelli; in seguito si disse che la situazione era stazionaria. Questo significa che la falda è sempre impattata e che anche i nuovi pozzi costruiti non sono serviti? Una cosa del genere non allarma nessuno?
  • Tra i tanti rischi ambientali del sottoattraversamento TAV c’è quello delle subsidenze (cedimenti sotto gli edifici) con lo scavo di gallerie. Almeno il progetto originario prevedeva lo scavo parallelo con due frese (come sempre si fa con i doppi tunnel), ma poi una inspiegabile decisione dei costruttori (sciaguratamente approvata dall’Osservatorio Ambientale) ha deciso di usarne una sola. Ma i membri delle Commissioni sono informati del fatto che scavando con una sola fresa i danni saranno mediamente superiori del 50%? Non è forse vero che con una sola fresa ci sono più pericoli? Perché non è mai stata data una risposta a chi ha denunciato questi rischi?

07 settembre 2017

Un autunno di fango? A proposito dei tunnel TAV a Firenze

Segnaliamo un articolo di Tiziano Cardosi sulla Città Invisibile
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Un autunno di fango? A proposito dei tunnel TAV a Firenze

Non si sa da dove cominciare per parlare del progetto TAV fiorentino, quei sette chilometri di doppio tunnel ferroviario e quella stazione sotterranea in cui praticamente non circoleranno treni.
Proviamo a partire degli ultimi sviluppi di una vicenda .... (continua)

30 agosto 2017

Trasporti a Firenze senza un progetto, come in piazzale Montelungo


COMUNICATO STAMPA
Firenze, 30 agosto 2017
Trasporti a Firenze senza un progetto, come in piazzale Montelungo

Un articolo di Ernesto Ferrara torna oggi a parlare della disorganizzazione che impera nello hub che si è spontaneamente creato in corrispondenza della rampa di Gae Aulenti, presso il binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, in piazzale Montelungo. Il luogo è divenuto punto di partenza e arrivo di bus extraurbani, turistici, frequentato luogo di accesso ai binari della stazione.
Quel che accade in quell’angolo di Firenze è sintomatico di come non esista praticamente alcuna programmazione nei trasporti fiorentini.
Davanti alla difficoltà di raggiungere piazza Stazione per via del traffico, dei cantieri e della cattiva sistemazione della piazza le cose si sono aggiustate da sole per autobus e viaggiatori. Ovviamente con gravi lacune e disagi notevoli per tutti, vista la totale assenza di servizi.
Oltre alla cattiva organizzazione della mobilità fiorentina esistono altre cause per questo fenomeno: per esempio le Ferrovie dello Stato, privilegiando solo il trasporto alta velocità fra 5 città e garantendo solo la sussistenza di un servizio regionale insostituibile, hanno praticamente eliminato molti servizi nelle città meno importanti, treni notturni, Intercity, treni a lunga percorrenza, treni internazionali. Questi servizi sono stati sostituiti dalle compagnie aeree, per chi può permetterselo, per gli altri dalla rete di bus che ormai collegano l’Europa con servizi economici, anche se di scadente qualità.
Anche la chiusura del servizio di treni da e per l’aeroporto di Pisa, sostituito da un people mover faraonico e già sull’orlo del fallimento, scarica su questo marciapiede i viaggiatori costretti a utilizzare il bus.
Attorno alla rampa di Gae Aulenti si concentrano gli utenti di questi servizi che sono stati completamente dimenticati da decisori invaghiti solo da grandi opere inutili.
Eppure i cittadini e i tecnici del Comitato No Tunnel TAV avevano elaborato un progetto alternativo non solo alla follia della stazione Forter dove fermeranno solo bus, ma avevano proposto anche un riordino dei trasporti su ferro della zona attorno alla stazione di Santa Maria Novella per salvaguardarne davvero, non solo a chiacchiere, la centralità.
Il progetto, presentato più volte in convegni ed assemblee cittadine, è piuttosto complesso, ma, per rimanere nella zona di piazzale Montelungo, si era previsto lo scavo sotto la sede ferroviaria di servizi alla mobilità e per l’interscambio tra servizio ferroviario e mobilità pubblica cittadina.
La sede ferroviaria e la stazione di Santa Maria Novella sono su un terrapieno facilmente rimovibile con i moderni sistemi di costruzione e lo scavo non presenterebbe alcun rischio ambientale, né per il patrimonio edilizio, né per la falda, né per le ferrovie.
I professori Giorgio Pizziolo e Roberto Budini Gattai avevano proposto di realizzare una serie di servizi nei pressi del sottopasso di viale Strozzi (fermata del tram e dei bus urbani, biglietteria, eccetera) che alleggerirebbero il traffico che arriva in piazza Stazione, farebbero trovare i viaggiatori in corrispondenza della testa dei binari sovrastanti e garantirebbero un velocissimo accesso ai treni. Nel terrapieno sotto i binari che va verso il Romito si potrebbero realizzare la stazione dei bus extraurbani creando davvero un potente hub treno-gomma; non quella trovata insensata prevista ai Macelli, nella ex stazione Foster, dove non fermerebbero che pochissimi treni.
Ma ascoltare i cittadini e le proposte che non arrivano dalla lobby dei costruttori e dei cementificatori non è nelle corde della nostra politica.
Assisteremo a lungo all’agonia della città strangolata da un traffico cui non si sa contrapporre alcuna soluzione razionale; nemmeno le tranvie, nelle quali si ha una esasperata fiducia, daranno risposte adeguate.
A volte le soluzioni sarebbero semplici, veloci da realizzare, economiche; purtroppo non soddisfano gli appetiti di chi prospera dal consumo di cemento.

In allegato due immagini sul progetto menzionato.



07 luglio 2017

Il comitato No Tunnel TAV


Nell'ultimo numero de "La Città Invisibile" segnaliamo l'articolo, tratto dal libro "Urbanistica Resistente", su grandi opere inutili e Passante fiorentino, del nostro Tiziano Cardosi:

Il comitato No Tunnel TAV


Il comitato No Tunnel Tav è nato nel 2006, ma il progetto cui si è opposto risale agli anni ’90, frutto di un lungo dibattito fra oppositori e sostenitori; all’interno dell’allora Partito Democratico di Sinistra si sono avuti scontri, non tanto per trovare la soluzione migliore al passaggio dei treni ad alta velocità (Tav) da Firenze – problema comunque frutto di un errato e funesto sistema di treni veloci –, quanto per averne i maggiori vantaggi economici e politici; vantaggi ovviamente tutti incentrati sul gruppo politico proponente e sulle aziende amiche che avrebbero vinto l’appalto. Infatti, l’ingegner Marco Ponti, che era stato chiamato imprudentemente a dare un parere tecnico sull’opera – che bocciò clamorosamente –, racconta che è stato adottato il progetto più impattante sulla città e l’ambiente, il più lento e problematico per i treni, il più costoso.
Tutto questo non è una anomalia fiorentina  .... (leggi tutto)

28 maggio 2017


La prossima riunione del Comitato sarà, come stabilito in assemblea, il 30 maggio 2017, 
martedì ore 21.15.
Ci vedremo presso lo spazio InKiostro via degli Alfani 49
(accanto alla Rotonda del Brunelleschi, entrare nel cancello e subito a sinistra)

Convegno su ripubblicizzazione delle ferrovie

Si segnala


04 maggio 2017



La prossima riunione del comitato sarà lunedì 8 maggio 2017 - ore 21.15 -
presso il circolo Arci via delle porte nuove 33