22 marzo 2018

Il sottoattraversamento TAV è un’opera impossibile

La prima cosa da fare è chiudere subito i cantieri

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ribadisce ancora una volta la necessità di chiudere con il progetto di sottoattraversamento TAV che non è solo inutile, dannoso e costoso, ma anche irrealizzabile.
A riprova di questo il Comitato riporta le parole della società che lo dovrebbe realizzare, Nodavia. Il nodo principale è sempre quello delle terre di scavo, un errore madornale del progetto originario che dimostra con quanta superficialità sia stato redatto.
Le terre prodotte dalla fresa non sono tali da poter essere utilizzate come sottoprodotti a meno di trattamenti tutt’altro che leggeri. Queste terre, comunque, al momento della loro produzione sono rifiuti e come tali vanno trattati e movimentati, non è possibile la filiera prevista dal progetto.
Queste cose si evincono dalla lettura di documenti di Nodavia come la relazione di bilancio; in questa si legge:
“...il percorso resta ancora tale per cui sarà ancora difficile una puntuale programmazione dei lavori per la impossibilità di riutilizzare le terre scavate nella Stazione e nel tunnel nel sito progettuale di S. Barbara (rectius, per la impossibilità di trasferire a S. Barbara le terre riutilizzate a cura di RFI). E ciò prescindendo dalla circostanza che la Procura di Firenze ha recentemente confermato che il materiale scavato da TBM [la fresa] che sarà impiegato per il tunnel non può essere qualificato come terra e non può essere reimpiegato come tale con il regime previsto dal D.M. 161, alla base della prossima autorizzazione ministeriale”.
Per poi proseguire chiaramente:
“Il riutilizzo delle terre secondo tale procedura costituirebbe, secondo la Procura, reato”.
Per questo motivo Nodavia scarica tute le responsabilità di un eventuale scavo sul committente (FS) dichiarando “di eseguire le attività di propria competenza in relazione al reimpiego delle terre – limitate al trasferimento a S. Barbara e alla verifica dei materiali – come nudus minister”.
Come ciliegina sulla torta ormai imputridita, Nodavia fa notare che la vicenda abbia ormai raggiunto tempi esagerati: “Stimando ora i tempi tecnici di completamento del PUT [piano di utilizzo delle terre] lo sblocco dei lavori di perforazione potrebbe sfiorare i 10 anni dopo l’inizio degli obblighi di esecuzione contratti da parte del General Contractor”. Insomma dopo oltre 10 anni siamo ancora al punto di partenza e nel frattempo i costi sono saliti alle stelle.
Il Comitato riterrebbe superfluo commentare queste parole che suonano come una orazione funebre su questo disgraziatissimo progetto, non si possono però tacere le responsabilità di questo disastro: oltre ai costruttori i governi che si sono succeduti negli ultimi 12 anni, le maggioranze che si sono avute in Regione, nella Città Metropolitana, nel Comune di Firenze fino ai vertici delle FS di nomina del Ministero delle Finanze. Tutti hanno voluto chiudere gli occhi davanti all’evidenza, col loro silenzio hanno sostanzialmente mentito ai cittadini, hanno provocato un danno erariale mastodontico, hanno illuso i lavoratori che ieri ed oggi hanno manifestato in difesa del loro diritto al lavoro; questo sarà rispettato solo se si avvieranno progetti razionali, che rispondano alle necessità di una società complessa e non solo alle necessità di profitti di imprese parassitarie.
Da ricordare sempre che questi lavori sono pieni di irregolarità e illegittimità, oggetto di un esposto che il Comitato ha presentato alla Procura di Firenze alla fine del 2017: oltre alle anomalie sulle terre di scavo c’è la sostituzione del general contractor dalla fallita Coopsette con la fallenda Condotte SpA, la mancanza di VIA sulla Foster, la totale mancanza di progetto per la nuova stazione di bus, l’avvenuto impatto sulla falda, i rischi per migliaia di unità immobiliari…

Solidarietà ai lavoratori di Condotte che lavorano nei cantieri TAV

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 20 marzo 2018

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze vuol far sentire tutta la propria solidarietà ai lavoratori di Condotte SpA in sciopero, che non ricevono lo stipendio da tempo e che stanno correndo il rischio di perdere definitivamente il loro posto di lavoro.
Tutto questo è frutto di scellerate scelte dei decisori politici e della dirigenza di Condotte stesse; le molte inchieste della magistratura sulla società, compresa l’ultima che ha visto agli arresti il presidente Duccio Astaldi, hanno reso evidente il “sistema” devastante alla base delle grandi opere inutili.
Non sono esenti da responsabilità neanche i sindacati confederali che hanno difeso acriticamente la realizzazione di un’opera sbagliata e dannosa rifiutando sistematicamente ogni confronto.
Il Comitato ricorda che se si fossero realizzate opere di cui ci sono effettive necessità (messa in sicurezza del territorio, potenziamento delle linee esistenti, realizzazione di una rete di treni metropolitani, eccetera) con gli stessi soldi buttati nel ventre della città si sarebbero creati molti più posti di lavoro e reso un servizio alla collettività. Invece la scelta di un progetto sbagliato solo per finanziare grandi imprese - che oggi possiamo documentatamente dichiarare parassitarie - comporta lo sperpero di enormi risorse pubbliche senza alcun vantaggio se non per la proprietà e la dirigenza delle imprese costruttrici.
Ci vorrebbe da parte della politica uno sguardo intelligente sulla realtà, ma, nella condizione di sudditanza culturale ed economica delle istituzioni nazionali e locali, la cosa appare impossibile.
Una politica intelligente favorirebbe l’auto-organizzazione di questi lavoratori in imprese di vero impianto cooperativo e li impiegherebbe nella realizzazione di strutture di cui i cittadini hanno bisogno, nella manutenzione di un territorio bellissimo ma fragile, nella conservazione di un patrimonio artistico e culturale che fa invidia al mondo, nella realizzazione di un efficiente servizio di trasporto pubblico che liberi la città dall’assedio dell’inquinamento.
Il Comitato ricorda dei numeri che sono un epitaffio vergognoso per il sottoattraversamento:
  • Costi: alla fine del 2016 il valore di quanto realizzato era di circa 275 milioni di euro; i costi ulteriori (riserve) pretesi dal costruttore al 2014 ammontavano a quasi 400 milioni, nel 2018 è presumibile siano almeno nell’ordine di 600 milioni. I cantieri, anche se fermi o con lavori rallentati, costano molto, così siamo arrivati a quasi 1 miliardo di euro.
  • I posti di lavoro promessi sono stati una solenne bufala: nel periodo di maggior attività dei cantieri – alla fine del 2016 – sono stati presenti nel cantiere 63 operai e negli uffici 44 impiegati. La presenza media nel 2016 è stata di 47 operai e 40 impiegati. Sono numeri insignificanti posti a fronte delle risorse impegnate.

18 marzo 2018

Sottoattraversamento TAV: una farsa o una tragedia?
Adesso arrestato anche presidente di Condotte Duccio Astaldi!


Il Comitato No Tunnel TAV dichiara tutto il suo sconcerto davanti allo spettacolo offerto dalle vicende relative ai lavori TAV a Firenze.
È di stamani la notizia che il presidente del consiglio di gestione di Condotte SpA, Duccio Astaldi, è stato arrestato per presunti reati, come turbativa d’asta e corruzione, relativi alla realizzazione di una autostrada siciliana. La notizia riguarda anche Firenze perché Condotte SpA è il general contractor che dovrebbe realizzare i tunnel TAV.
Questa notizia va ad aggiungersi alla storia del progetto fiorentino che tutti vogliono rimuovere ma che ha visto ben due inchieste della magistratura che hanno sollevato il velo su uno spettacolo vergognoso fatto di corruzione, truffe, mafie, inquinamento, traffico di rifiuti; tutti vogliono dimenticare che i lavori dovevano essere conclusi nel 2013, che i costi si sono moltiplicati e ormai sono sull’ordine del miliardo di euro.
Non c’è che dire, davvero un’”opera strategica”… ma non per Firenze.
Nessuno vuole nemmeno porre mente al fatto che Condotte SpA è sull’orlo del fallimento, che, sempre in Sicilia, è stata estromessa dalla realizzazione di una autostrada. È scandaloso che si vogliano tenere gli occhi chiusi davanti a questo e si pensi davvero di affidare lavori delicati, come lo scavo di gallerie in ambiente urbano, ad una società decotta.
Ieri siamo venuti anche a sapere che le Ferrovie dello Stato e la Regione avrebbero fatto un accordo per realizzare un fantomatico “scavalco di Campo Marte”, ma nessuno in Comune, né il Sindaco né l’assessore Giorgetti né l’Osservatorio Ambientale, ne sa nulla.
Anche qui non c’è che dire, è un ottimo ritratto di cosa sia diventata la politica in Italia e in Toscana: solo passacarte di poteri estranei che decidono sulla testa dei cittadini e delle stesse istituzioni che li dovrebbero rappresentare.
Il Comitato non può nemmeno dimenticare i proclami trionfali dei mesi precedenti dell’ex vice ministro Riccardo Nencini, degli assessori ai trasporti di Regione e Comune, Vincenzo Ceccarelli e Stefano Giorgetti, del presidente Enrico Rossi, secondo cui i lavori di scavo delle gallerie sarebbero iniziati nel febbraio scorso; adesso siamo a marzo, ma nessuno dice di essersi sbagliato.
I cittadini per fortuna hanno di meglio da fare che tenere a mente le chiacchiere dei politici, ma se ci ponessero mente avrebbero davvero da vergognarsi di chi li dovrebbe rappresentare.

28 febbraio 2018

Le FS, un gigante dai piedi di ghiaccio


Il Comitato No Tunnel TAV ha letto le dichiarazioni degli AD Renato Mazzoncini e Maurizio Gentile in cui si parla di dotare le stazioni dell’Italia centrale di “scaldiglie”, semplici apparecchi per scaldare gli scambi in caso di neve e gelo ed evitare blocchi ferroviari come quelli dei giorni scorsi.
Di queste cose se ne parla sempre quando la frittata è fatta e perciò, se va bene, ne vedremo i benefici i prossimi anni.
Quel che inquieta e irrita i cittadini è vedere che ci si intestardisce e ci si concentra su progetti assurdi come i tunnel sotto Firenze senza badare a spese – che ormai volano al miliardo! - e si trascurano sistemi molto più economici come appunto le scaldiglie che avrebbero un costo di circa 100 milioni per tutto il Lazio.
Il Comitato fa presente a Mazzoncini e Gentile che Firenze sarà felice di offrire i soldi che si vorrebbero buttare via nelle viscere della città a favore del riscaldamento degli scambi laziali; basta chiudere definitivamente i cantieri fiorentini e si libereranno risorse da utilizzare, si spera, in opere intelligenti.
Intanto i lavori di scavo dei tunnel che erano stati pomposamente annunciati per il mese di febbraio slittano a chissà quando e i costi dei cantieri vuoti crescono, crescono, crescono...

06 febbraio 2018

Lettera aperta ai Sindaci, ai Consiglieri Comunali e Regionali, e ai Candidati dei collegi toscani alle prossime elezioni nazionali sulle opere utili da fare per il trasporto regionale toscano


Egregi Sindaci, egregi Consiglieri Comunali e Regionali, ed egregi Candidati alle prossime elezioni nazionali,
siamo tanti cittadini che, ogni giorno, nello spostarsi per vari motivi (per recarsi al lavoro, per studio, per impegni familiari o altro), sperimentano sulla propria vita i disagi del trasporto pubblico della nostra regione Toscana; disagi sia nello spostamento all'interno delle città, sia nello spostamento tra una città e l'altra: autobus poco frequenti o affollati, treni lenti e in ritardo, malfunzionamenti di vario tipo che provocano cancellazioni o deviazioni dei mezzi pubblici.

E' triste constatare che mancano i soldi per risolvere questi disagi che viviamo quotidianamente, anche perché i soldi vengono vergognosamente sperperati in opere inutili e costosissime come l'inutile tunnel a forma di 'S' sotto Firenze : il tunnel, dal costo ultramiliardario (ma molti esperti ci dicono che alla fine i costi saliranno in maniera imprevedibile), per la sua assurda forma a 'S', NON riduce nemmeno il tempo di percorrenza rispetto al passaggio dei treni in superficie !!
Perciò, oltre a subire i disagi, noi cittadini abbiamo anche la beffa di veder sperperati vari MILIARDI di nostri soldi pubblici in opere inutili che non riducono nemmeno i tempi dei nostri viaggi !!

Non vogliamo assistere in silenzio di fronte a questa vergogna, ma vi presentiamo, in questa lettera, quelle opere utili di cui avremmo invece bisogno per poter ridurre i tempi di percorrenza; in certi casi, si avrebbe addirittura una riduzione di quasi 30 minuti che, di fatto, si traduce in un risparmio totale di circa un'ora sul tempo di viaggio (risparmio nel tempo di andata + risparmio nel tempo di ritorno)!! Queste opere utili hanno anche il pregio di avere un costo contenuto (qualche centinaio di milioni di euro) e creerebbero molti più posti di lavoro dei tunnel a serpentina.

Abbiamo raccolto le proposte di opere utili in 4 gruppi, in base all'area geografica a cui si riferiscono :
1) Linea Firenze - Pisa, 2) Linea Firenze - Mugello, 3) Linea Firenze - Valdarno e 4) Spostamenti all'interno delle varie città.

Infine, vi ricordiamo che NON siamo cittadini ingenui. Perciò evitate di risponderci con quello slogan ingenuo: "aggiungendo due binari nel tunnel sottoterra, si liberano due binari in superficie per i treni regionali".
Infatti, come ha mostrato un bellissimo progetto alternativo sviluppato da esperti e da docenti universitari, per aggiungere due nuovi binari, non c'è bisogno di accanirsi a scavare sottoterra: infatti i due nuovi binari possono essere facilmente aggiunti in superficie, accanto a quelli esistenti, con una spesa molto contenuta.
Il progetto di aggiunta dei binari in superficie, oltre ad essere meno costoso rispetto all'aggiunta dei binari nel tunnel, potenzia addirittura anche meglio la linea perché i binari sono sempre affiancati e consentono maggior flessibilità di esercizio.
Tale progetto in superficie ha quindi anche smascherato che gli unici soggetti che potranno essere contenti di questo tunnel sono le ditte che ricevono i lavori in appalto e subappalto, ma NON noi, cittadini o pendolari che, già colpiti dalla crisi, vediamo ulteriori soldi pubblici sperperati in un'opera costosa, inutile e dannosa, e che non fa nemmeno ridurre i tempi di percorrenza, come è anche spiegato dettagliatamente sul portale : http://notavfirenze.blogspot.it/

Dunque, non siamo cittadini ingenui, ma valuteremo attentamente chi, tra voi, vuol portare avanti le nostre utili proposte alternative, e chi invece continua a insistere con l'inutile tunnel a forma di S sotto Firenze (o si chiude in un silenzio-assenso che, di fatto, è complicità con l'inutile tunnel). E naturalmente, la valutazione sul vostro operato potrà incidere sul voto a cui a breve saremo chiamati ad esprimerci nelle prossime elezioni nazionali, e in seguito nelle elezioni locali.

Ecco le proposte delle opere utili da fare, suddivise per area geografica.

1) Linea Firenze - Pisa

Potenziamento della linea Firenze - Pisa in modo da portare i tempi di percorrenza Firenze - Pisa a circa 35 minuti, rispetto ai 50 - 60 attuali.
Risparmiare quasi 30 minuti di viaggio, significa risparmiare, per ogni pendolare quasi 1 ora di tempo al giorno (andata più ritorno)!
Inoltre, poter arrivare da Firenze a Pisa, e al suo aeroporto "Galilei", in poco più di mezz'ora, renderebbe inutile voler ampliare la pista dell'aeroporto fiorentino di Peretola, dato che anche altre città, come ad esempio Roma e Milano, hanno tempi di percorrenza analoghi o addirittura superiori, per raggiungere dal loro centro, i rispettivi aeroporti di Fiumicino e Malpensa (da Milano Centrale a Malpensa occorrono addirittura circa 50 minuti!!).

Il potenziamento della linea Firenze - Pisa non avrebbe un costo elevato, si tratterebbe di qualche centinaio di milioni di euro che è comunque un costo piccolo se confrontato con la faraonica spesa per il tunnel.
Si tenga conto che già adesso, dalla periferia di Firenze, ci sono due binari veloci, con cui si arriva rapidamente nei pressi di Empoli. La velocizzazione dopo questa città sarebbe facile e poco costosa, dato che è un territorio pianeggiante.


2) Linea Firenze - Mugello

Collegamento della linea AV verso Bologna, con la linea storica del Mugello. Il collegamento può essere facilmente realizzato nei pressi di San Piero a Sieve, ove attualmente le due linee si sovrappongono (ma purtroppo non sono connesse). A seguito di tale connessione, i tempi di percorrenza per raggiungere, da Firenze, i Comuni del Mugello scenderebbero di circa 20 minuti; quindi per pendolari si avrebbe un risparmio di tempo di 40 minuti ogni giorno (andata più ritorno)!
Il costo del collegamento sarebbe piccolo, qualche decina di milioni di euro, e il beneficio del risparmio di tempo sarebbe, come appena detto, enorme : 40 minuti.
Sarebbe ovviamente opportuno elettrificare l’intero anello storico per consentire un più frequente transito dei treni.


3) Linea Firenze - Valdarno

Sostituzione di alcuni treni regionali (in particolare quelli che viaggiano sulla direttissima), con treni regionali più veloci, in modo da ridurre la differenza di velocità rispetto ai treni freccia, e quindi in modo da ridurre il rischio di inchini o dirottamenti sulla linea lenta, e quindi in modo da avere un tempo di percorrenza tra Firenze Campo Marte e Figline Valdarno analogo a quello dei treni AV. Questo obbiettivo è fattibile, dato che già oggi alcuni treni regionali percorrono questo tratto in 15 minuti (es. il treno 11805), o addirittura in 13 minuti (es. il treno 6604) !!
Sommandoci poi i 5 minuti necessari per passare da Santa Maria Novella a Campo di Marte, si ha che il tempo totale di 20 minuti per Firenze SMN - Figline in 20 minuti è già oggi fattibile.
Però, tanti treni regionali, pur utilizzando la linea direttissima, vengono "rallentati" e, come si può vedere dall'orario ufficiale FS, hanno un tempo complessivo tra Firenze SMN e Figline di 30 o addirittura 35 minuti, in modo da attenuare il ritardo qualora subissero inchini o dirottamenti sulla linea lenta!!!
Percorrere Firenze SMN - Figline Valdarno in 20 minuti (anziché i 30 - 35 minuti attuali) significa risparmiare, per ogni pendolare, quasi 30 minuti al giorno (andata + ritorno)
Questo enorme beneficio di risparmio di tempo si avrebbe ovviamente anche per gli altri Comuni del Valdarno (S. Giovanni, Montevarchi, ecc..) e anche per gli altri Comuni situati più a Sud (Arezzo, Comuni della Valdichiana, ecc..).
Il costo per avere una decina di questi treni veloci sarebbe di qualche centinaio di milioni di euro che è un costo contenuto, se si confronta con il costo miliardario del tunnel a forma di S sotto Firenze che non fa nemmeno ridurre i tempi di percorrenza !!


4) Spostamenti all'interno di Firenze e all'interno degli altri capoluoghi di provincia

Anche i cittadini che devono spostarsi all'interno delle città, hanno bisogno di mezzi pubblici frequenti e efficienti per poter appunto andare velocemente da una zona all'altra della città. Inoltre, l'utilizzo dei mezzi pubblici aiuta a ridurre lo smog nelle città, con beneficio per la salute dei cittadini e dell'ambiente.
Però, affinché il servizio pubblico sia appetibile per i cittadini, occorre che copra, come una ragnatela, l'intera area urbana, in modo da raggiungere le varie parti della città.

Ad esempio, per quanto riguarda Firenze e tutti coloro che devono spostarsi all'interno di questa città, si nota subito che la linea 1 della tranvia, assieme alle linee 2 e 3 di prossima attivazione, NON coprono purtroppo tutto il territorio della città, soprattutto non è previsto nessun potenziamento a rete dei servizi nella Piana, ma solo una tranvia fino a Campi Bisenzio £pur essendoci già una linea ferroviaria che arriva già all’Osmannoro!). Un razionale servizio di trasporti pubblici prevederebbe invece di collegare il capoluogo con i centri minori, ma anche i centri minori tra di sé.
Occorre inoltre destinare subito più soldi per potenziare il servizio pubblico di autobus, in modo da servire tutte quelle aree non raggiunte dalla tranvia.
Per potenziare il servizio di autobus occorrono soldi (sia per comprare nuovi autobus che per assumere nuovi autisti), e quindi i soldi NON vanno sperperati nell'inutile tunnel a forma di 'S' sotto la città.
Il tunnel non è stato ancora scavato, siamo quindi ancora in tempo per fermarlo. E per quanto riguarda la fossa che è stato scavata nell'area ex-macelli, questa potrebbe essere riconvertita in parte in un parcheggio, in parte in spazio verde per liberare la città dallo smog e dall'inquinamento, in parte in spazi polifunzionali per i cittadini.
Un discorso analogo vale per le altre città della Toscana (Prato, Pistoia, Pisa, Livorno, ecc..) nelle quali occorre appunto rafforzare il servizio pubblico per renderlo appetibile ai cittadini per gli spostamenti all'interno di esse. Ma per rafforzare il servizio pubblico sono necessari soldi e risorse e questo è un'ulteriore motivo per non sperperare soldi nell'inutile e costosissimo tunnel a forma di S sotto Firenze.

Cittadini preoccupati per il trasporto pendolare in Toscana

Condotte SpA sta fallendo; in Sicilia la estromettono dai cantieri e a Firenze le si affida il progetto di tunnel TAV

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze legge sui giornali siciliani che Condotte d’Acqua SpA, la società che è general contractor nell'esecuzione del sottoattraversamento TAV, viene estromessa dalla realizzazione dell’autostrada Rosolini Modica perché incapace di portare avanti l’opera viste le sue condizioni di azienda in fallimento.
È inquietante anche constatare che i creditori di Condotte – le piccole aziende subappaltanti ed i fornitori – stiano rischiando il fallimento e mettendo in pericolo molte centinaia di posti di lavoro.
Qualche settimana fa, ad una interrogazione al sindaco sulle condizioni economiche di Condotte e sulle sue capacità di portare avanti l’opera, fu ipocritamente risposto dal Direttore Generale Giacomo Parenti che non se ne sapeva nulla. Strano, perché l’ingegner Parenti frequenta i salotti buoni della città, quei salotti dove si sa che i lavori per realizzare i tunnel fiorentini servono solo a salvare Condotte SpA.
Adesso il Comitato si chiede come si possa ancora accettare questo vergognoso silenzio della politica nazionale, regionale e cittadina, lasciando in mano ad una società decotta la realizzazione di un’opera dai rischi così gravi.
Già nei giorni scorsi il Comitato aveva denunciato che lo stesso costruttore ammetteva, nella relazione al bilancio 2016, che le coperture assicurative sarebbero insufficienti per i danni che  potrebbero essere causati agli edifici cittadini a seguito dello scavo delle gallerie. Anche a questa denuncia è seguito un indecoroso silenzio; nemmeno una smentita, solo silenzio.
Avanti così – dichiara il Comitato – continueremo a sprofondare nel ridicolo di costruire una linea ferroviaria solo per avere una fermata di bus necessaria esclusivamente a salvare un’impresa decotta.
Chi fino ad ora – sindacati e partiti – ha sostenuto quest’opera folle con l’argomento dei posti di lavoro, dovrebbe alzare la voce adesso difendendo i lavoratori che perdono il lavoro; se si fosse gettato alle ortiche questo progetto sbagliato si sarebbero potute realizzare OPERE UTILI ai trasporti toscani creando MOLTI PIÙ POSTI DI LAVORO. Invece si è proseguito solo per finanziare l’impresa gestita da Franco Bassanini e Duccio Astaldi; alla faccia dei lavoratori e dei cittadini che pagheranno, come sempre, il conto.
Un link alla notizia della situazione in Sicilia:
http://www.siracusanews.it/tratto-autostradale-rosolini-modica-sindaco-calvo-rassicurato-dal-cas-entro-febbraio-pagamento-delle-spettanze-ditte-fornitori/

01 febbraio 2018

TAV: costi fuori controllo, assicurazioni insufficienti

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha consultato il bilancio del 2016 di Nodavia.
Vi sono diversi aspetti interessanti nella “Relazione di Gestione”, uno è sicuramente quello dei costi che si stanno raggiungendo.
Alla pagina 39 del documento si legge che il corrispettivo per l’esecuzione dell’opera è passato da 718 milioni a 802 milioni con un aumento di 84 milioni.
Il valore contabilizzato delle opere eseguite (sia il lotto dello “scavalco” ormai in esercizio da diversi anni, sia i lavori eseguiti per la stazione e i cantieri di Campo Marte e Tre Pietre) alla fine del 2016 ammontava a € 251.760.107 con un aumento, rispetto all’anno precedente, di € 8.491.288.
Interessante la parte che quantifica le riserve, cioè i maggiori costi richiesti dal costruttore.
Nodavia ha ricalcolato le proprie richieste ed ha fatto ricorso al giudice per un importo di 131 milioni di euro dopo che RFI non ha accettato l’accordo bonario come era previsto nel contratto.
La somma contesa è relativa al periodo anteriore al settembre 2012.
Inquietante è l’affermazione che al 2014 le riserve ammontano a 399 milioni (comprensivi dei 131 portati in giudizio). Se teniamo conto che i motivi dell’aumento dei costi era dovuto allo smaltimento delle terre di scavo in discarica e al rallentamento dei cantieri, se ricordiamo che questa anomalia permane ancora, viene da chiedersi a quanto potranno ammontare le riserve all’inizio del 2018.
Se la progressione è rimasta costante anche dopo il 2014, l’aumento dei costi potrebbe arrivare a 600 milioni a fronte di un valore, per stazione e discenderie, di meno di 200 milioni (costo totale 251 mil – 80 mil scavalco). Se le nostre prudenti previsioni sono vere i costi si avvicinano ormai al miliardo di euro senza aver scavato un centimetro di galleria.
Il comitato ritiene che andare avanti in queste condizioni sia puramente folle, soprattutto nella prospettiva di ottenere solo una stazione di bus costruendo una invasiva infrastruttura ferroviaria!
Altro aspetto molto inquietante è quello relativo alle assicurazioni per i danni provocati dallo scavo delle gallerie. A pagina 50 si lamenta che le assicurazioni derivanti da “vizi e difetti di costruzione” potrebbero essere insufficienti. Ancora peggio alla pagina 51 si dice testualmente: “poiché la realizzazione dell’opera avviene in contesto urbano, va tenuto conto del rischio derivante dalla possibilità di arrecare danni a terzi che, in considerazione delle franchigie, potrebbero non essere completamente coperti dalla polizza all risks”.
Finalmente si legge nero su bianco ciò che il comitato teme da anni, cioè che lo scavo delle gallerie potrebbe provocare danni importanti al patrimonio edilizio e monumentale della città.
La cosa che ancora inquieta è la constatazione che la società che controlla Nodavia, Condotte SpA, è in pessime acque ed è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo presso il tribunale di Roma. Se si avranno danni agli edifici gli importi che superano quelli assicurati dovrebbero essere pagati dalla società Condotte, ma se questa non ha risorse nemmeno per pagare fornitori, subappaltanti e forse nemmeno i propri lavoratori, come saranno risarcite le famiglie che avranno danni ai loro appartamenti?
Nelle motivazioni del ricorso al concordato preventivo Condotte aveva espressamente detto che le proprie finanze sarebbero state salvate dagli introiti della realizzazione del Passante di Firenze… insomma siamo al classico gatto che si morde la coda.
Questa mattina il Comitato ha controllato sul sito del Ministero dell’Ambiente ed ha verificato che il “Piano di Utilizzo delle Terre” - necessario per iniziare lo scavo – non è ancora disponibile; il che significa che lo scavo delle gallerie non può iniziare.
Ancora una volta il comitato fa appello solo al buon senso: chiudiamo questa partita impossibile prima che il ridicolo non ci ricopra tutti.

18 gennaio 2018

Vive la résistance! I movimenti francesi vincono la battaglia per l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes

La vittoria degli abitanti di Notre Dame des Landes contro un aeroporto totalmente inutile (era stato progettato per i voli del Concorde, l'aereo supersonico francese smantellato da molti anni) è una soddisfazione per tutti noi.

Vive la résistance! I movimenti francesi vincono la battaglia per l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes
Il messaggio “agli amici e ai compagni di lotta” arriva esattamente alle 13.45 di mercoledì 17 gennaio. È una data storica per chi lo ha scritto: il Movimento contro il progetto dell’aeroporto Notre-Dame-des-Landes, vicino Nantes, in Francia. Pochi … Leggi tutto

04 gennaio 2018

"Tav sbagliata e ogni volta che farà danni la fresa si fermerà"

Riprendiamo l'articolo da la Repubblica.it del nostro Alberto Ziparo

Alberto Ziparo "Tav sbagliata e ogni volta che farà danni la fresa si fermerà"

«Quel progetto sottostima gli effetti del tunnel: avremo lesioni su 200 abitazioni e anche su monumenti artistici. E ogni volta ci si dovrà fermare. Sarà una Via Crucis». No Tav, ultimo appello. A pochi giorni dallo sblocco del Piano delle terre di scavo ad opera della Commissione Via del ministero all'ambiente, i No Tav tornano in campo come Cassandre inascoltate..... (continua...)

20 dicembre 2017

Un buon Natale di fango. A proposito delle terre di scavo TAV

Il Comitato No Tunnel TAV vede ancora una volta proclami trionfali che preludono all’avvio dei lavori per i tunnel del Passante TAV dopo che la Commissione VIA ha rilasciato il nulla osta al “piano di utilizzo” delle terre di scavo “con alcune prescrizioni”. Appunto, con prescrizioni. Sarà opportuno aspettare di leggere il testo dopo che il Ministro avrà firmato il documento per capire che tipo di prescrizioni si prevedono.
Ancora una volta il Comitato si domanda come si può fare a cantare simili peana; per realizzare questa disgraziatissima opera si è dovuto ricorrere a ripetute modifiche delle normative sulle terre di scavo deregolamentando un settore dove gli abusi erano già frequentissimi – anche per i lavori fatti fin qui a Firenze! Nessuno pare ricordare le inchieste della magistratura.
Le dichiarazioni del sindaco Dario Nardella suonano davvero surreali: dopo le dichiarazioni dell’estate 2016 in cui disse chiaramente che questa mega opera è totalmente inutile è stato costretto a rimangiarsi tutto e rallegrarsi, oggi, che sia scongiurato il blocco dei lavori del Passante!
Ancora ci si dimenticano i problemi che la realizzazione di questa opera creerà: pochi giorni fa, il 13 dicembre, nel convegno promosso da Nove da Firenze in Regione, è stato un susseguirsi di denunce dei problemi che la stazione ai Macelli creerà se mai venisse realizzata! Insomma si va allegramente a creare un’opera che creerà problemi invece di risolvere i presenti. L’unica cosa che sembra stare a cuore a politica e mondo imprenditoriale è che i motori delle ruspe e delle betoniere non si spengano.
Sempre nello stesso convegno c’è da ricordare la figura miserrima della politica toscana e fiorentina che non sa fare altro che rispolverare slogan totalmente avulsi dalla realtà del tipo: “Firenze non può essere saltata dalla TAV” o “la TAV è un’opera strategica per Firenze”. Frasi che dimostrano nel migliore dei casi grande approssimazione, molto più probabilmente una profonda ignoranza: ogni giorno da Firenze passano quasi 200 treni AV al giorno, la maggior parte dei quali fermano in città. Come si fa a temere il “salto di Firenze”?
Ma soprattutto ci si dimenticano tutte le anomalie presenti e ampiamente documentate dai tecnici del Comitato, tutte denunciate a Regione, ex Provincia, Comune, Osservatorio Ambientale e che MAI hanno ricevuto risposta:
  • sottostima delle subsidenze (cedimenti del terreno) a seguito degli scavi con possibili gravissimi danni al patrimonio edilizio e monumentale
  • ulteriori impatti sulla falda dopo quelli provocati e non risolti a Campo Marte, ai Macelli, alle Tre Pietre
  • errori progettuali che non hanno previsto danni molto maggiori dove le gallerie sono in curva
  • utilizzo di una sola fresa invece di due in parallelo; questo provocherà, nel secondo scavo, cedimenti e danni superiori del 50%
Il messaggio è chiaro: avanti tutta! Anche a costo del ridicolo di costruire una linea ferroviaria per fare una fermata di bus! Di chiamare questo ridicolo rabbercio “hub tra ferro e gomma”, dove il “ferro” è praticamente scomparso.
Gli dei accecano coloro che vogliono perdere, dicevano gli antichi. Forse è per questo che si vogliono forzare i lavori prima delle prossime elezioni politiche.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

03 dicembre 2017

3 PACCHI da restituire al mittente

Servizio di Rai3 sulla mobilitazione del 2 dicembre 2017 "Inceneritore, Aeroporto, Tunnel TAV: 3 pacchi da restituire al mittente"