06 febbraio 2018

Lettera aperta ai Sindaci, ai Consiglieri Comunali e Regionali, e ai Candidati dei collegi toscani alle prossime elezioni nazionali sulle opere utili da fare per il trasporto regionale toscano


Egregi Sindaci, egregi Consiglieri Comunali e Regionali, ed egregi Candidati alle prossime elezioni nazionali,
siamo tanti cittadini che, ogni giorno, nello spostarsi per vari motivi (per recarsi al lavoro, per studio, per impegni familiari o altro), sperimentano sulla propria vita i disagi del trasporto pubblico della nostra regione Toscana; disagi sia nello spostamento all'interno delle città, sia nello spostamento tra una città e l'altra: autobus poco frequenti o affollati, treni lenti e in ritardo, malfunzionamenti di vario tipo che provocano cancellazioni o deviazioni dei mezzi pubblici.

E' triste constatare che mancano i soldi per risolvere questi disagi che viviamo quotidianamente, anche perché i soldi vengono vergognosamente sperperati in opere inutili e costosissime come l'inutile tunnel a forma di 'S' sotto Firenze : il tunnel, dal costo ultramiliardario (ma molti esperti ci dicono che alla fine i costi saliranno in maniera imprevedibile), per la sua assurda forma a 'S', NON riduce nemmeno il tempo di percorrenza rispetto al passaggio dei treni in superficie !!
Perciò, oltre a subire i disagi, noi cittadini abbiamo anche la beffa di veder sperperati vari MILIARDI di nostri soldi pubblici in opere inutili che non riducono nemmeno i tempi dei nostri viaggi !!

Non vogliamo assistere in silenzio di fronte a questa vergogna, ma vi presentiamo, in questa lettera, quelle opere utili di cui avremmo invece bisogno per poter ridurre i tempi di percorrenza; in certi casi, si avrebbe addirittura una riduzione di quasi 30 minuti che, di fatto, si traduce in un risparmio totale di circa un'ora sul tempo di viaggio (risparmio nel tempo di andata + risparmio nel tempo di ritorno)!! Queste opere utili hanno anche il pregio di avere un costo contenuto (qualche centinaio di milioni di euro) e creerebbero molti più posti di lavoro dei tunnel a serpentina.

Abbiamo raccolto le proposte di opere utili in 4 gruppi, in base all'area geografica a cui si riferiscono :
1) Linea Firenze - Pisa, 2) Linea Firenze - Mugello, 3) Linea Firenze - Valdarno e 4) Spostamenti all'interno delle varie città.

Infine, vi ricordiamo che NON siamo cittadini ingenui. Perciò evitate di risponderci con quello slogan ingenuo: "aggiungendo due binari nel tunnel sottoterra, si liberano due binari in superficie per i treni regionali".
Infatti, come ha mostrato un bellissimo progetto alternativo sviluppato da esperti e da docenti universitari, per aggiungere due nuovi binari, non c'è bisogno di accanirsi a scavare sottoterra: infatti i due nuovi binari possono essere facilmente aggiunti in superficie, accanto a quelli esistenti, con una spesa molto contenuta.
Il progetto di aggiunta dei binari in superficie, oltre ad essere meno costoso rispetto all'aggiunta dei binari nel tunnel, potenzia addirittura anche meglio la linea perché i binari sono sempre affiancati e consentono maggior flessibilità di esercizio.
Tale progetto in superficie ha quindi anche smascherato che gli unici soggetti che potranno essere contenti di questo tunnel sono le ditte che ricevono i lavori in appalto e subappalto, ma NON noi, cittadini o pendolari che, già colpiti dalla crisi, vediamo ulteriori soldi pubblici sperperati in un'opera costosa, inutile e dannosa, e che non fa nemmeno ridurre i tempi di percorrenza, come è anche spiegato dettagliatamente sul portale : http://notavfirenze.blogspot.it/

Dunque, non siamo cittadini ingenui, ma valuteremo attentamente chi, tra voi, vuol portare avanti le nostre utili proposte alternative, e chi invece continua a insistere con l'inutile tunnel a forma di S sotto Firenze (o si chiude in un silenzio-assenso che, di fatto, è complicità con l'inutile tunnel). E naturalmente, la valutazione sul vostro operato potrà incidere sul voto a cui a breve saremo chiamati ad esprimerci nelle prossime elezioni nazionali, e in seguito nelle elezioni locali.

Ecco le proposte delle opere utili da fare, suddivise per area geografica.

1) Linea Firenze - Pisa

Potenziamento della linea Firenze - Pisa in modo da portare i tempi di percorrenza Firenze - Pisa a circa 35 minuti, rispetto ai 50 - 60 attuali.
Risparmiare quasi 30 minuti di viaggio, significa risparmiare, per ogni pendolare quasi 1 ora di tempo al giorno (andata più ritorno)!
Inoltre, poter arrivare da Firenze a Pisa, e al suo aeroporto "Galilei", in poco più di mezz'ora, renderebbe inutile voler ampliare la pista dell'aeroporto fiorentino di Peretola, dato che anche altre città, come ad esempio Roma e Milano, hanno tempi di percorrenza analoghi o addirittura superiori, per raggiungere dal loro centro, i rispettivi aeroporti di Fiumicino e Malpensa (da Milano Centrale a Malpensa occorrono addirittura circa 50 minuti!!).

Il potenziamento della linea Firenze - Pisa non avrebbe un costo elevato, si tratterebbe di qualche centinaio di milioni di euro che è comunque un costo piccolo se confrontato con la faraonica spesa per il tunnel.
Si tenga conto che già adesso, dalla periferia di Firenze, ci sono due binari veloci, con cui si arriva rapidamente nei pressi di Empoli. La velocizzazione dopo questa città sarebbe facile e poco costosa, dato che è un territorio pianeggiante.


2) Linea Firenze - Mugello

Collegamento della linea AV verso Bologna, con la linea storica del Mugello. Il collegamento può essere facilmente realizzato nei pressi di San Piero a Sieve, ove attualmente le due linee si sovrappongono (ma purtroppo non sono connesse). A seguito di tale connessione, i tempi di percorrenza per raggiungere, da Firenze, i Comuni del Mugello scenderebbero di circa 20 minuti; quindi per pendolari si avrebbe un risparmio di tempo di 40 minuti ogni giorno (andata più ritorno)!
Il costo del collegamento sarebbe piccolo, qualche decina di milioni di euro, e il beneficio del risparmio di tempo sarebbe, come appena detto, enorme : 40 minuti.
Sarebbe ovviamente opportuno elettrificare l’intero anello storico per consentire un più frequente transito dei treni.


3) Linea Firenze - Valdarno

Sostituzione di alcuni treni regionali (in particolare quelli che viaggiano sulla direttissima), con treni regionali più veloci, in modo da ridurre la differenza di velocità rispetto ai treni freccia, e quindi in modo da ridurre il rischio di inchini o dirottamenti sulla linea lenta, e quindi in modo da avere un tempo di percorrenza tra Firenze Campo Marte e Figline Valdarno analogo a quello dei treni AV. Questo obbiettivo è fattibile, dato che già oggi alcuni treni regionali percorrono questo tratto in 15 minuti (es. il treno 11805), o addirittura in 13 minuti (es. il treno 6604) !!
Sommandoci poi i 5 minuti necessari per passare da Santa Maria Novella a Campo di Marte, si ha che il tempo totale di 20 minuti per Firenze SMN - Figline in 20 minuti è già oggi fattibile.
Però, tanti treni regionali, pur utilizzando la linea direttissima, vengono "rallentati" e, come si può vedere dall'orario ufficiale FS, hanno un tempo complessivo tra Firenze SMN e Figline di 30 o addirittura 35 minuti, in modo da attenuare il ritardo qualora subissero inchini o dirottamenti sulla linea lenta!!!
Percorrere Firenze SMN - Figline Valdarno in 20 minuti (anziché i 30 - 35 minuti attuali) significa risparmiare, per ogni pendolare, quasi 30 minuti al giorno (andata + ritorno)
Questo enorme beneficio di risparmio di tempo si avrebbe ovviamente anche per gli altri Comuni del Valdarno (S. Giovanni, Montevarchi, ecc..) e anche per gli altri Comuni situati più a Sud (Arezzo, Comuni della Valdichiana, ecc..).
Il costo per avere una decina di questi treni veloci sarebbe di qualche centinaio di milioni di euro che è un costo contenuto, se si confronta con il costo miliardario del tunnel a forma di S sotto Firenze che non fa nemmeno ridurre i tempi di percorrenza !!


4) Spostamenti all'interno di Firenze e all'interno degli altri capoluoghi di provincia

Anche i cittadini che devono spostarsi all'interno delle città, hanno bisogno di mezzi pubblici frequenti e efficienti per poter appunto andare velocemente da una zona all'altra della città. Inoltre, l'utilizzo dei mezzi pubblici aiuta a ridurre lo smog nelle città, con beneficio per la salute dei cittadini e dell'ambiente.
Però, affinché il servizio pubblico sia appetibile per i cittadini, occorre che copra, come una ragnatela, l'intera area urbana, in modo da raggiungere le varie parti della città.

Ad esempio, per quanto riguarda Firenze e tutti coloro che devono spostarsi all'interno di questa città, si nota subito che la linea 1 della tranvia, assieme alle linee 2 e 3 di prossima attivazione, NON coprono purtroppo tutto il territorio della città, soprattutto non è previsto nessun potenziamento a rete dei servizi nella Piana, ma solo una tranvia fino a Campi Bisenzio £pur essendoci già una linea ferroviaria che arriva già all’Osmannoro!). Un razionale servizio di trasporti pubblici prevederebbe invece di collegare il capoluogo con i centri minori, ma anche i centri minori tra di sé.
Occorre inoltre destinare subito più soldi per potenziare il servizio pubblico di autobus, in modo da servire tutte quelle aree non raggiunte dalla tranvia.
Per potenziare il servizio di autobus occorrono soldi (sia per comprare nuovi autobus che per assumere nuovi autisti), e quindi i soldi NON vanno sperperati nell'inutile tunnel a forma di 'S' sotto la città.
Il tunnel non è stato ancora scavato, siamo quindi ancora in tempo per fermarlo. E per quanto riguarda la fossa che è stato scavata nell'area ex-macelli, questa potrebbe essere riconvertita in parte in un parcheggio, in parte in spazio verde per liberare la città dallo smog e dall'inquinamento, in parte in spazi polifunzionali per i cittadini.
Un discorso analogo vale per le altre città della Toscana (Prato, Pistoia, Pisa, Livorno, ecc..) nelle quali occorre appunto rafforzare il servizio pubblico per renderlo appetibile ai cittadini per gli spostamenti all'interno di esse. Ma per rafforzare il servizio pubblico sono necessari soldi e risorse e questo è un'ulteriore motivo per non sperperare soldi nell'inutile e costosissimo tunnel a forma di S sotto Firenze.

Cittadini preoccupati per il trasporto pendolare in Toscana

Condotte SpA sta fallendo; in Sicilia la estromettono dai cantieri e a Firenze le si affida il progetto di tunnel TAV

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze legge sui giornali siciliani che Condotte d’Acqua SpA, la società che è general contractor nell'esecuzione del sottoattraversamento TAV, viene estromessa dalla realizzazione dell’autostrada Rosolini Modica perché incapace di portare avanti l’opera viste le sue condizioni di azienda in fallimento.
È inquietante anche constatare che i creditori di Condotte – le piccole aziende subappaltanti ed i fornitori – stiano rischiando il fallimento e mettendo in pericolo molte centinaia di posti di lavoro.
Qualche settimana fa, ad una interrogazione al sindaco sulle condizioni economiche di Condotte e sulle sue capacità di portare avanti l’opera, fu ipocritamente risposto dal Direttore Generale Giacomo Parenti che non se ne sapeva nulla. Strano, perché l’ingegner Parenti frequenta i salotti buoni della città, quei salotti dove si sa che i lavori per realizzare i tunnel fiorentini servono solo a salvare Condotte SpA.
Adesso il Comitato si chiede come si possa ancora accettare questo vergognoso silenzio della politica nazionale, regionale e cittadina, lasciando in mano ad una società decotta la realizzazione di un’opera dai rischi così gravi.
Già nei giorni scorsi il Comitato aveva denunciato che lo stesso costruttore ammetteva, nella relazione al bilancio 2016, che le coperture assicurative sarebbero insufficienti per i danni che  potrebbero essere causati agli edifici cittadini a seguito dello scavo delle gallerie. Anche a questa denuncia è seguito un indecoroso silenzio; nemmeno una smentita, solo silenzio.
Avanti così – dichiara il Comitato – continueremo a sprofondare nel ridicolo di costruire una linea ferroviaria solo per avere una fermata di bus necessaria esclusivamente a salvare un’impresa decotta.
Chi fino ad ora – sindacati e partiti – ha sostenuto quest’opera folle con l’argomento dei posti di lavoro, dovrebbe alzare la voce adesso difendendo i lavoratori che perdono il lavoro; se si fosse gettato alle ortiche questo progetto sbagliato si sarebbero potute realizzare OPERE UTILI ai trasporti toscani creando MOLTI PIÙ POSTI DI LAVORO. Invece si è proseguito solo per finanziare l’impresa gestita da Franco Bassanini e Duccio Astaldi; alla faccia dei lavoratori e dei cittadini che pagheranno, come sempre, il conto.
Un link alla notizia della situazione in Sicilia:
http://www.siracusanews.it/tratto-autostradale-rosolini-modica-sindaco-calvo-rassicurato-dal-cas-entro-febbraio-pagamento-delle-spettanze-ditte-fornitori/

01 febbraio 2018

TAV: costi fuori controllo, assicurazioni insufficienti

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha consultato il bilancio del 2016 di Nodavia.
Vi sono diversi aspetti interessanti nella “Relazione di Gestione”, uno è sicuramente quello dei costi che si stanno raggiungendo.
Alla pagina 39 del documento si legge che il corrispettivo per l’esecuzione dell’opera è passato da 718 milioni a 802 milioni con un aumento di 84 milioni.
Il valore contabilizzato delle opere eseguite (sia il lotto dello “scavalco” ormai in esercizio da diversi anni, sia i lavori eseguiti per la stazione e i cantieri di Campo Marte e Tre Pietre) alla fine del 2016 ammontava a € 251.760.107 con un aumento, rispetto all’anno precedente, di € 8.491.288.
Interessante la parte che quantifica le riserve, cioè i maggiori costi richiesti dal costruttore.
Nodavia ha ricalcolato le proprie richieste ed ha fatto ricorso al giudice per un importo di 131 milioni di euro dopo che RFI non ha accettato l’accordo bonario come era previsto nel contratto.
La somma contesa è relativa al periodo anteriore al settembre 2012.
Inquietante è l’affermazione che al 2014 le riserve ammontano a 399 milioni (comprensivi dei 131 portati in giudizio). Se teniamo conto che i motivi dell’aumento dei costi era dovuto allo smaltimento delle terre di scavo in discarica e al rallentamento dei cantieri, se ricordiamo che questa anomalia permane ancora, viene da chiedersi a quanto potranno ammontare le riserve all’inizio del 2018.
Se la progressione è rimasta costante anche dopo il 2014, l’aumento dei costi potrebbe arrivare a 600 milioni a fronte di un valore, per stazione e discenderie, di meno di 200 milioni (costo totale 251 mil – 80 mil scavalco). Se le nostre prudenti previsioni sono vere i costi si avvicinano ormai al miliardo di euro senza aver scavato un centimetro di galleria.
Il comitato ritiene che andare avanti in queste condizioni sia puramente folle, soprattutto nella prospettiva di ottenere solo una stazione di bus costruendo una invasiva infrastruttura ferroviaria!
Altro aspetto molto inquietante è quello relativo alle assicurazioni per i danni provocati dallo scavo delle gallerie. A pagina 50 si lamenta che le assicurazioni derivanti da “vizi e difetti di costruzione” potrebbero essere insufficienti. Ancora peggio alla pagina 51 si dice testualmente: “poiché la realizzazione dell’opera avviene in contesto urbano, va tenuto conto del rischio derivante dalla possibilità di arrecare danni a terzi che, in considerazione delle franchigie, potrebbero non essere completamente coperti dalla polizza all risks”.
Finalmente si legge nero su bianco ciò che il comitato teme da anni, cioè che lo scavo delle gallerie potrebbe provocare danni importanti al patrimonio edilizio e monumentale della città.
La cosa che ancora inquieta è la constatazione che la società che controlla Nodavia, Condotte SpA, è in pessime acque ed è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo presso il tribunale di Roma. Se si avranno danni agli edifici gli importi che superano quelli assicurati dovrebbero essere pagati dalla società Condotte, ma se questa non ha risorse nemmeno per pagare fornitori, subappaltanti e forse nemmeno i propri lavoratori, come saranno risarcite le famiglie che avranno danni ai loro appartamenti?
Nelle motivazioni del ricorso al concordato preventivo Condotte aveva espressamente detto che le proprie finanze sarebbero state salvate dagli introiti della realizzazione del Passante di Firenze… insomma siamo al classico gatto che si morde la coda.
Questa mattina il Comitato ha controllato sul sito del Ministero dell’Ambiente ed ha verificato che il “Piano di Utilizzo delle Terre” - necessario per iniziare lo scavo – non è ancora disponibile; il che significa che lo scavo delle gallerie non può iniziare.
Ancora una volta il comitato fa appello solo al buon senso: chiudiamo questa partita impossibile prima che il ridicolo non ci ricopra tutti.

18 gennaio 2018

Vive la résistance! I movimenti francesi vincono la battaglia per l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes

La vittoria degli abitanti di Notre Dame des Landes contro un aeroporto totalmente inutile (era stato progettato per i voli del Concorde, l'aereo supersonico francese smantellato da molti anni) è una soddisfazione per tutti noi.

Vive la résistance! I movimenti francesi vincono la battaglia per l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes
Il messaggio “agli amici e ai compagni di lotta” arriva esattamente alle 13.45 di mercoledì 17 gennaio. È una data storica per chi lo ha scritto: il Movimento contro il progetto dell’aeroporto Notre-Dame-des-Landes, vicino Nantes, in Francia. Pochi … Leggi tutto

04 gennaio 2018

"Tav sbagliata e ogni volta che farà danni la fresa si fermerà"

Riprendiamo l'articolo da la Repubblica.it del nostro Alberto Ziparo

Alberto Ziparo "Tav sbagliata e ogni volta che farà danni la fresa si fermerà"

«Quel progetto sottostima gli effetti del tunnel: avremo lesioni su 200 abitazioni e anche su monumenti artistici. E ogni volta ci si dovrà fermare. Sarà una Via Crucis». No Tav, ultimo appello. A pochi giorni dallo sblocco del Piano delle terre di scavo ad opera della Commissione Via del ministero all'ambiente, i No Tav tornano in campo come Cassandre inascoltate..... (continua...)

20 dicembre 2017

Un buon Natale di fango. A proposito delle terre di scavo TAV

Il Comitato No Tunnel TAV vede ancora una volta proclami trionfali che preludono all’avvio dei lavori per i tunnel del Passante TAV dopo che la Commissione VIA ha rilasciato il nulla osta al “piano di utilizzo” delle terre di scavo “con alcune prescrizioni”. Appunto, con prescrizioni. Sarà opportuno aspettare di leggere il testo dopo che il Ministro avrà firmato il documento per capire che tipo di prescrizioni si prevedono.
Ancora una volta il Comitato si domanda come si può fare a cantare simili peana; per realizzare questa disgraziatissima opera si è dovuto ricorrere a ripetute modifiche delle normative sulle terre di scavo deregolamentando un settore dove gli abusi erano già frequentissimi – anche per i lavori fatti fin qui a Firenze! Nessuno pare ricordare le inchieste della magistratura.
Le dichiarazioni del sindaco Dario Nardella suonano davvero surreali: dopo le dichiarazioni dell’estate 2016 in cui disse chiaramente che questa mega opera è totalmente inutile è stato costretto a rimangiarsi tutto e rallegrarsi, oggi, che sia scongiurato il blocco dei lavori del Passante!
Ancora ci si dimenticano i problemi che la realizzazione di questa opera creerà: pochi giorni fa, il 13 dicembre, nel convegno promosso da Nove da Firenze in Regione, è stato un susseguirsi di denunce dei problemi che la stazione ai Macelli creerà se mai venisse realizzata! Insomma si va allegramente a creare un’opera che creerà problemi invece di risolvere i presenti. L’unica cosa che sembra stare a cuore a politica e mondo imprenditoriale è che i motori delle ruspe e delle betoniere non si spengano.
Sempre nello stesso convegno c’è da ricordare la figura miserrima della politica toscana e fiorentina che non sa fare altro che rispolverare slogan totalmente avulsi dalla realtà del tipo: “Firenze non può essere saltata dalla TAV” o “la TAV è un’opera strategica per Firenze”. Frasi che dimostrano nel migliore dei casi grande approssimazione, molto più probabilmente una profonda ignoranza: ogni giorno da Firenze passano quasi 200 treni AV al giorno, la maggior parte dei quali fermano in città. Come si fa a temere il “salto di Firenze”?
Ma soprattutto ci si dimenticano tutte le anomalie presenti e ampiamente documentate dai tecnici del Comitato, tutte denunciate a Regione, ex Provincia, Comune, Osservatorio Ambientale e che MAI hanno ricevuto risposta:
  • sottostima delle subsidenze (cedimenti del terreno) a seguito degli scavi con possibili gravissimi danni al patrimonio edilizio e monumentale
  • ulteriori impatti sulla falda dopo quelli provocati e non risolti a Campo Marte, ai Macelli, alle Tre Pietre
  • errori progettuali che non hanno previsto danni molto maggiori dove le gallerie sono in curva
  • utilizzo di una sola fresa invece di due in parallelo; questo provocherà, nel secondo scavo, cedimenti e danni superiori del 50%
Il messaggio è chiaro: avanti tutta! Anche a costo del ridicolo di costruire una linea ferroviaria per fare una fermata di bus! Di chiamare questo ridicolo rabbercio “hub tra ferro e gomma”, dove il “ferro” è praticamente scomparso.
Gli dei accecano coloro che vogliono perdere, dicevano gli antichi. Forse è per questo che si vogliono forzare i lavori prima delle prossime elezioni politiche.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

03 dicembre 2017

3 PACCHI da restituire al mittente

Servizio di Rai3 sulla mobilitazione del 2 dicembre 2017 "Inceneritore, Aeroporto, Tunnel TAV: 3 pacchi da restituire al mittente"

19 novembre 2017

Il Comitato No Tunnel TAV ha presentato un esposto in Procura sulle anomalie TAV

COMUNICATO STAMPA - Firenze, 17 novembre 2017

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze in cui vengono elencati i motivi per cui si ritiene possano esistere comportamenti perseguibili penalmente.
Ovviamente il Comitato non ha gli strumenti per poter documentare possibili reati commessi - altrimenti avrebbe provveduto ad una denuncia - ma “la pervicacia nell’insistenza su una soluzione che appare al limite dell’impraticabilità, oltre che foriera di danni e rischi, appare singolare quanto anomala e può sembrare dettata da accordi “che trascendono” la logica della corretta razionalità tecnica e programmatica,  per soddisfare interessi tanto incomprensibili quanto non palesi e,  in ogni caso, lontani da quelli della società e del contesto ambientale interessati”.
Ovviamente l’aspetto più inquietante e che potrebbe sottendere interessi inconfessabili - i famosi “accordi diabolici” di cui la magistratura ha già parlato nelle due precedenti inchieste – è la totale inutilità dell’opera, soprattutto dopo che le Ferrovie hanno dichiarato che pochissimi treni fermeranno nella nuova stazione e che il servizio dell’alta velocità si assesterà a Santa Maria Novella; l’idea di portare i bus in quella infrastruttura non giustifica l’opera, ma ne rende ancora più illogica la realizzazione. Tanto più se si parla di realizzare un hub di collegamento tra treni e bus; cosa si può collegare se nella nuova stazione praticamente non arriveranno treni?
Nell’esposto sono stati ricordati tutti i principali rischi per la città e l’ambiente: dall’impatto sulla falda ai cedimenti del terreno su cui è costruita Firenze.
È stato ricordato che manca la VIA per la stazione sotterranea e che una nuova VIA sarebbe comunque necessaria visto che il trasferimento dei bus nella nuova infrastruttura sarebbe una modifica sostanziale del progetto.
Si è messo in risalto di come questi rifiuti a corrette valutazioni dell’opera siano funzionali ad “occultare i problemi ambientali, probabilmente per l’irrisolvibilità di diversi di essi”.
È stato rammentato come il subentro di Condotte a Coopsette nel controllo di Nodavia di fatto annulla di ogni significato la gara che fu fatta.
I problemi delle terre di scavo non sono ancora risolti, ma la loro difficoltosa gestione potrebbe essere foriera di nuove anomalie come già è avvenuto in passato e documentato dalla stessa Procura.
Il Comitato ricorda anche che il 2 dicembre si terrà una manifestazione in cui,assieme ad altri gruppi della Piana, si restitueranno simbolicamente a Nardella i “tre pacchi” più gravi previsti per l’area fiorentina: TAV, aeroporto e inceneritore. L’iniziativa, in via di preparazione, dovrebbe muoversi dalla stazione di Santa Maria Novella per dirigersi verso Palazzo Vecchio.

06 novembre 2017

2 DICEMBRE DI LOTTA, PREPARIAMOCI


Appello per una mobilitazione contro grandi opere e nocività.

Il 2 dicembre restituiamo i pacchi a tutte le forze politiche, governi e amministrazioni che le hanno sostenute o ancora le sostengono a partire dal PD di Renzi, a Rossi e a Nardella.

Negli ultimi due anni molte cose sono accadute; i tre più grandi progetti inutili e dannosi previsti per Firenze e la Piana sono stati stoppati e rinviati dalla tenacia degli abitanti che, con i ricorsi e le diverse mobilitazioni, hanno saputo esercitare la propria pressione politica su scelte e programmi per il territorio che sembravano già imposti.

Il TAR tiene ancora fermo l’Inceneritore, l’Aeroporto avrà bisogno di una nuova VIA, il sotto-attraversamento TAV aspetta da anni le nuove disposizioni sulle terre di scavo. Per queste opere Governo, Regione e Città Metropolitana lavorano in silenzio, usciti dai riflettori e dalle contestazioni delle ultime due estati:

L’estate 2016 – quella della grande manifestazione del 14 Maggio a cui seguirono le camminate sui terreni, la piantumazione degli alberi per il parco della Piana, i blocchi contro le trivellazioni e l’insediamento del presidio No Inc-No Aero all’Osmannoro.

L’estate 2017 – aperta a suon di “Rock contro gli ecomostri” e proseguita con la sorveglianza popolare sui terreni, l’opposizione alle leggi “sblocca opere”, il blocco dei carotaggi e la nascita, nei quartieri fiorentini, di nuove lotte in difesa degli alberi che da Rifredi hanno alzato la testa contro l’arroganza del modello Nardella.

Nuove scadenze si avvicinano ed è importante tenere la luce accesa e l’attenzione:

Il 19 dicembre avrà inizio la discussione del Consiglio di Stato richiesta da Hera sull’inceneritore dopo lo stop del TAR, per la quale si avrà una riposta nei primi giorni del 2018.

Nardella propaganda ad ogni piè sospinto l’arrivo della nuova VIA favorevole per l’Aeroporto. E’ un mantra che sentiamo ripetere da anni ma che si fa meno retorico dopo l’approvazione del “Decreto Galletti”. Il decreto approvato a Luglio, che semplificata le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale favorendo gli affaristi in tutta Italia, sembra proprio “cucito su misura” per l’Aeroporto fiorentino la cui follia progettuale, sanzionata dallo stesso Ministero dell’Ambiente, vorrebbero “risolta” col potere del denaro.

L’avvio del tunnel per il Sottoattraversamento TAV di Firenze che doveva iniziare questo inverno è stato rinviato. Anche qui un decreto ad hoc non è bastato per trasformare terre contaminate, fino ad ora classificate come rifiuto speciale, in terra buona per opere di ripristino ambientale a Cavriglia in Valdarno.

Tutto sembra fermo, quindi, eppur si muove. Tra dichiarazioni dissonanti, letture strumentali dei più disparati dati e numeri, mosse e contromosse ai diversi livelli istituzionali il lavoro che si compie in sordina potrebbe essere capitalizzato tutto insieme con l’inizio del 2018 che si profila un anno di lotta su tutti i fronti e dovrà vedere uniti tutti quelli che si oppongono alla distruzione della Piana e di Firenze, alla mercificazione della città, allo sperpero delle risorse pubbliche per la soddisfazione degli appetiti di s.p.a., speculatori e multiutility.

Il 2 dicembre le lotte dalle periferie fiorentine vanno in centro:

– ci vanno in modo sostenibile partendo in treno da Sesto Fiorentino, perché sappiamo che avremo bisogno di collegamenti migliori nelle periferie per i pendolari e non di un tunnel sotto la città ad uso esclusivo di treni costosi e per lunghe percorrenze.

– ci vanno con le buste piene di spazzatura; la stessa spazzatura che Alia e Gruppo Hera vorrebbero bruciare per generare profitti e regalare inquinanti come continua ad avvenire a Montale (Pt) e Baciacavallo (Po). La stessa spazzatura tanto nascosta nei centri-città e consegnata alle periferie-discarica. La stessa spazzatura che sappiamo, invece, che risorsa possa diventare se riciclata, differenziata, prodotta in misura drasticamente inferiore e posta al centro di economie comunitarie col protagonismo di abitanti e lavoratori.

– ci vanno coi rumori assordanti che ben conoscono gli abitanti di Brozzi, Quaracchi, Peretola e le Piagge. Coi panni sporchi di kerosene che parlano di un aeroporto che proprio non ci sta. Non ci sta oggi, così com’è cresciuto dagli anni ’80 in barba ad ogni legge e diritto alla salute, e non ci starà domani estendendo i vecchi problemi a nuovi territori senza risolvere quelli attuali.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.– ci vanno riflettendo sul presente e guardando al proprio futuro tenendo in mente e nel cuore tutt@ quell@ che lottano per riprendersi lavoro-salute-territori; la Valsusa in cui neanche gli incendi piegano i No TAV, il Salento in cui la repressione non abbatte gli Ulivi né i No TAP, la Sicilia in cui le elezioni non possono nascondere il vergognoso maxi-processo contro i NO MUOS. Sono solo alcun@. Valgono per tutt@.

Così entreranno nella città vetrina addobbata a festa. Nel salotto buono di quella Firenze del “lusso per pochi” e della “precarietà per tutt@” portata alle estreme conseguenze da privatizzazioni, vendita di palazzi storici, espulsione degli abitanti, sfratti, sgomberi, mercificazione del patrimonio artistico e culturale, politiche securitarie e sottrazione di spazi pubblici.
Grandi opere e nocività sono dei pacchi da restituire!

Il 2 dicembre è una giornata di lotta e di allegria, di rabbia e di creatività popolare i cui protagonisti sono abitanti e lavoratori; autorganizzati dal basso senza sponsor, padri o padrini.

Un giorno di mobilitazione in cui portare messaggi, pacchi, e buste ma NON simboli o bandiere di partito.

Promotori:

Comitato No Aeroporto Campi B. | Comitato No Tunnel Tav | Mamme No Inceneritore | Presidio No Inc–No Aero

Sconforto dopo il sopralluogo alla stazione TAV




 Il Comitato No Tunnel TAV cerca un minimo di logica dopo il sopralluogo delle commissioni consiliari ai cantieri della stazione Foster.
Le dichiarazioni dei presidenti delle commissioni lasciano subito perplessi: i lavori saranno finiti entro tre anni?
Alcuni consiglieri di opposizione hanno confermato invece che al momento non esiste nemmeno un progetto di fattibilità della nuova stazione dei bus!
Come si possa parlare in termini così ottimistici da parte della maggioranza di un’opera di cui esiste solo un power point è un mistero che il Comitato non riesce a decifrare. Che si possano prendere per buone tali dichiarazioni è cosa impossibile, soprattutto per un’opera che ha visto tanti proclami sbagliati nei 20 anni di cui se ne ciancia.
Che i lavori vadano avanti è invece uno scandalo perché nella sostanza è un’opera bloccata dalle Ferrovie che hanno riconosciuto l’errore di una stazione decentrata dei treni a lunga percorrenza.
Le dichiarazioni dell’Assessore Stefano Giorgetti lasciano basiti. Quest’ultimo ha citato cifre che non si riesce a capire da dove sono uscite: i viaggiatori dei treni AV ai Macelli sarebbero, secondo lui, fra i 5.000 e i 6.000. Ma come calcola questi numeri? Le FS hanno detto chiaramente che alla stazione sotterranea ci andranno i treni AV che oggi fermano a Campo di Marte, questi portano molto meno anche dei 2.000 viaggiatori che si sono sparati un anno fa. Questa moltiplicazione miracolosa non mette in sospetto nessuno?
Il Comitato ribadisce ancora una volta la domanda che non ha mai ricevuto risposta da nessuno: che razza di “hub di interscambio” tra ferro e gomma può essere quello dove non ci saranno che pochi treni? Che cosa si collega, il nulla con i bus?
Ancora Giorgetti si bea dei suoi numeri giustificando la realizzazione dell’opera con l’arrivo nell’infrastruttura dei 20.000 viaggiatori al giorno dai bus. Il Comitato si chiede come si possa fare un’operazione urbanistica del genere che è sostanzialmente la deportazione degli utenti dei bus per giustificare gli interessi dei costruttori della stazione e delle gallerie. Una cosa del genere, in un paese normale, vedrebbe la richiesta di dimissioni di politici così incompetenti e proni agli interessi estranei alla città e ai cittadini. In Italia invece si pone al centro di tutto la grande opera che pare avere, di per sé, un valore assoluto e non di servizio.
Il Comitato intende stigmatizzare anche le considerazioni dei troppi che si lamentano che in Italia non si riesca a far nulla; questo problema non dipende da astrusa burocrazia o inefficienza, ma dalla scelta costante e continua di progetti sbagliati, spesso irrealizzabili – a meno di straordinarie forzature – come i tunnel tav.
Il problema in Italia è ormai della cosiddetta “governance”, cioè di chi decide: oggi la politica non esiste se non come esecutrice di interessi estranei alle comunità ed ai cittadini, di quella lobby dei costruttori che sta riempiendo il paese di infrastrutture pachidermiche, totalmente inutili e dannose per l’ambiente.
Oggi voler realizzare un’opera sbagliata come il Passante AV di Firenze non è solo sbagliato, è un furto ai cittadini e un duro colpo a quella che ci si ostina a definire democrazia.
Il Comitato continua a fare questi comunicati stampa come una Cassandra inascoltata dai principali media; i suoi membri sentono il dovere morale di continuare comunque a denunciare una delle più gravi follie che si consumano in città.

 Comitato No Tunnel TAV Firenze